BENVENUTI, CHIUNQUE VOI SIATE

Se siete fautori del "politcally correct", se siete convinti che il mondo è davvero quello che vi hanno raccontato, se pensate di avere tutta la verità in tasca, se siete soliti riempirvi la bocca di concetti e categorie "democraticizzanti", sappiate che questo non è luogo adatto a Voi.

Se, invece, siete giunti alla conclusione che questo mondo infame vi prende in giro giorno dopo giorno, se avete finalmente capito che vi hanno riempito la testa di menzogne sin dalla più tenera età, se avete realizzato che il mondo, così come è, è destinato ad un lungo e triste declino, se siete convinti che è giunta l'ora di girare radicalmente pagina , allora siete nel posto giusto.
Troverete documenti,scritti, filmati, foto e quant'altro possa sostenervi in questa santa lotta contro tutti e tutto. Avrete anche la possibilità di scrivere i Vostri commenti, le Vostre impressioni, le Vostre Paure e le Vostre speranze.

Svegliamoci dal torpore perché possa venire una nuova alba, una nuova era!


martedì 20 dicembre 2011

MA CHE SENSO HA IL PARLAMENTO?

Premetto: non voglio limitarmi a dare scalpore o a lanciare qualche sterile provocazione per la rete. Voglio, piuttosto, provare a spostare la discussione su un tema essenziale per la vita di uno Stato: ha ancora un senso l'istituzione parlamentare?

Come ben noto, il Parlamento nasce addirittura nel 1130 con le Curiae Generales di Ruggero II a Palermo, ma è nella tradizione inglese che si fortifica e si propone alla modernità. Con Montesquieu entra addirittura nell'architetettura fondamentale dello Stato, divenendo depositario unico della funzione legislativa.

Da allora non ha mai perso la sua centralità. In molti casi, però, si è trattato di un'importanza più formale che sostanziale. Ne sia prova il fatto che, almeno in Italia, da qualche decennio si assiste ad una proliferazione di atti governativi al posto di quelli parlamentari. In ambito tecnico si descrive questo fenomento "ricorso alla legislazione d'emergenza" e lo si giustifica in base alla mutevolezza della realtà presente che, sempre più spesso, pone una serie di problemi da affrontare con necessità ed urgenza. Un'esigenza di celerità tecnico-amministrativa, insomma, che mal si concilia coi tempi lunghi dei lavori parlamentari. Con il Governo Monti, però, questo fenomeno ha subito una brusca accelerazione e, al tempo stesso, ha assunto una valenza politica. Infatti, la svergognata regia di Napolitano, (che, evidentemente, ha cambiato compagnie: dai compagni è passato ai banchieri!), ha posto le due camere in posizione di assoluta prostrazione ai voleri di Mr. Goldman Sachs - Trilateral - Bilderberg e del suo entourage. Mai un'obiezione, mai una proposta di modifica/integrazione ad un "dictum" del Governo. Solo la Lega ha fatto un po' di rumore, (ma, temo, a fini meramente elettorali e propagandistici). Per il resto, niente di niente. E' tutto un "sissignore" e tutto un "laudamus" rivolto al gran maestro Mario Monti. E, siccome la crisi è ben lontana dal finire, ho timore che questo sarà l'inizio di un'era in cui si farà un ampio ricorso ai governi tecnici, i quali succederanno sistematicamente a degli altri governi, (su base partitica e legittimamente eletti), che cadranno puntualmente per "non aver saputo affrontare la crisi" (cit.).

Arrivati a questo punto, quindi, mi e vi chiedo: ma non sarebbe meglio ripensare direttamente l'architettura costituzionale dello Stato? Non converrebbe sopprimere il Parlamento e pensare, magari, ad un Governo eletto direttamente dal popolo, (o dalle sue organizzazioni rappresentative, quali le corporazioni), e stretto a questo da un vincolo di mandato? Non mi pare un'eresia. I vantaggi sarebbero più di uno. Innanzittuto, è ipotizzabile un depotenziamento del ruolo dei partiti, dato che ad eleggere i membri dell'esecutivo sarebbe la cittadinanza stessa, (o, ripeto, le sue associazioni rappresentative come le corporazioni), la quale avrebbe anche il potere di rimuoverli se non mantengono fede agli impegni assunti. In più, verrebbe assicurata celerità nelle decisioni e nei provvedimenti, assunti stavolta in maniera cristallina e senza "oscuri" giochi di potere e, soprattutto, senza l'assurda scusa della crisi. Terzo punto: vi sarebbe una selezione dei candidati, dato che, per arrivare a fine legislatura, dovranno realizzare almeno in parte il programma elettorale, a meno che non vogliano essere revocati dagli stessi elettori. Dulcis in fundo, avremmo un bel risparmio di spesa, posto che scomparirebbero dal libro paga dello Stato più di 900 individui super-stipendiati e super-remunerati anche dopo la fine del loro incarico istituzionale. Mi chiederete: e delle aule parlamentari cosa ne sarà? Ne faremo dei musei o delle sale da cocktails come stanno già pensando di fare gli inglesi. Sicuramente uno spettacolo più decoroso dell'attuale prostituzione al governo dei banchieri e uno sfruttamento più intelligente e remunerativo dei beni immobiliari del Paese. Parliamone!

Roberto Marzola.

15 commenti:

  1. farneticazioni

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  2. Può anche darsi...Ma di dimensioni molto minori rispetto a quelle che esprimono quotidianamente certi "professori"

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  3. Sono molto colpito dal parere espresso dal Sig. Bolla, sopratutto per la profondità delle argomentazioni con cui ha motivato la sua posizione.
    Un "accademico" di prim'ordine!

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  4. ahahaha, caro Giorgio...non serve un accademico per capire le stupidaggini che sono scritte qui.

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  5. Caro Sig. Bolla
    Può anche essere che non serva un accademico, però ribadisco di essere rimasto colpito dalla profondità delle argomentazioni con cui Lei ha motivato la sua posizione; sopratutto da quelle così esplicative che Lei ha avuto la cortesia di aggiungere nel Suo secondo commento a seguito della mia precedente sollecitazione.
    Adesso anche il più umile e il meno preparato sono in grado di comprendere su quali incontrovertibili basi Lei abbia espresso un simile giudizio.
    La ringrazio a nome di tutti.

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  6. Le critiche sono sempre ben accette, a patto che siano costruttive e motivate. A parte questo, nulla da aggiungere a quanto già puntualizzato dall' Avv. (honoris causa) Giorgio

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  7. Di fronte a tanta erudizione io povero ignorante chino il capo e spero nel vostro magnanimo perdono. Non son degno di scrivere su queste pagine.

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  8. Gentile Sig. Bolla
    Nessuno, e ribadisco: NESSUNO, si è permesso di affermare che Lei non è degno di scrivere su queste pagine.
    Avremmo solamente voluto sapere su quali basi Lei ha potuto fare delle affermazioni così perentorie.
    Come dice l'amico Roberto: "le critiche sono sempre bene accette, a patto che siano costruttive e motivate".
    Egli ha voluto esprimere un proprio parere che Lei, legittimamente, può non condividere.
    Noi saremmo stati interessati a capire le motivazioni che la spingono a rifiutare in modo così sprezzante quanto sopra esposto.
    Lei ha avuto sinora 3 possibilità di esporre le Sue tesi e le ha sprecate.
    Personalmente sono convinto che l'amico Roberto non Le rifiuterà la possibilità di illustrarci in modo pacato e costruttivo quali sono le basi su cui Lei poggia le Sue opinioni.

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  9. Infatti nessuno ha detto niente a proposito di nessuno. Trattasi, forse, di un caso di "coda di paglia"? Fino a prova contraria, si è solo cercato di stimolare una risposta che non è ancora arrivata. Sebbene in grosso ritardo, il sig. Bolla è ancora in tempo ad illustrarci le sue spiegazioni, sempre che voglia farlo. A completa disposizione.

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  10. Il signor Bolla ci ha provato ma il commento è stato puntualmente rimosso.

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  11. Nessun commento è mai stato rimosso da questo blog. Verifichi di non aver problemi di natura tecnica prima di insinuare qualcosa.

    Saluti.

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  12. Nessun problema di natura tecnica da questo computer. Verifichi di non avere problemi di tolleranza prima di insinuare qualcosa.

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  13. L'avverbio "puntualmente" indicherebbe che la rimozione del commento sarebbe avvenuta "come previsto", "come al solito".
    Potrei ricordarmi male, ma a me sembra che sia la prima volta che il Sig Bolla ci lascia i suoi commenti, quindi come fa ad affermare che "il commento è stato puntualmente rimosso"?
    Ha il sig. Bolla qualche esperienza pregressa di rimozione dei commenti, fatta a suo danno o a danno di qualche altro utente?
    Ce ne potrebbe dare qualche indicazione?
    Come scrissi a suo tempo, Lei ha avuto varie occasioni per esternare le basi del suo pensiero ed è stato lei a sprecarle.
    L'amico Roberto si è ben guardato dal cancellare le Sue sprezzanti ed offensive parole; se avesse avuto in animo di censurare il Suo pensiero avrebbe cancellato anche il Suo primo commento, poi il secondo e infine il terzo.
    Sig Bolla, se aveva qualcosa da serio dire perchè non ce l'ha detta nei suoi primi commenti?
    Anche allora era stato sollecitato in tal senso!
    Caro sig. Bolla, non è che Lei ci ha sì provato, ma a fare il furbo?

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  14. Sig. Bolla,
    non ho cancellato i suoi commenti precedenti, né l'ultimo. Perché mai avrei dovuto eliminarne altri?
    Invece di darmi dell'intollerante, avrebbe potuto ripetere ciò che aveva scritto in questo fantomatico commento cancellato, ma non l'ha fatto. Ha preferito aggredirmi. Ne prendo atto. Prenda atto anche lei di una cosa: i soliti giochetti, (atti a dimostrare che i fascisti sono tutti "violenti", "xenofobi" e "intolleranti"), non funzionano più; hanno fatto ampiamente il loro tempo. Sappiate rinnovarvi come hanno fatto tutti, altrimenti si rimane indietro e si colleziona una magra dietro l'altra. Proprio come ha fatto dal primo all'ultimo commento che ha lasciato su questo blog.

    Tanto si doveva.

    Roberto Marzola.

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  15. Questa proprio non l'avevo letta: causa la quasi contemporaneità del mio post mi era sfuggita.
    Caro Sig. Bolla con quale sfacciata impudenza osa dire:
    "Verifichi di non avere problemi di tolleranza prima di insinuare qualcosa"
    quando è stato Lei per primo ad insinuare che l'amico Roberto si sarebbe comportato scorretamente?
    Lei non ha il senso della decenza, prima ancora di quello del rispetto per chi ha opinioni diverse dalle Sue.
    La Sua sfrontata pretesa di trinciare giudizi senza doverli motivare è frutto dell'infinita presunzione di chi si crede depositario di dogmi più che portatore di idee.
    Le Sue idee le avremmo ascoltate volentieri, mentre invece delle Sue sentenze da "pasdaran" del politicamente corretto non sappiamo che farcene.

    "Se un uomo non ha il coraggio di difendere le proprie idee, o non valgono nulla le idee o non vale nulla l'uomo"

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