BENVENUTI, CHIUNQUE VOI SIATE

Se siete fautori del "politcally correct", se siete convinti che il mondo è davvero quello che vi hanno raccontato, se pensate di avere tutta la verità in tasca, se siete soliti riempirvi la bocca di concetti e categorie "democraticizzanti", sappiate che questo non è luogo adatto a Voi.

Se, invece, siete giunti alla conclusione che questo mondo infame vi prende in giro giorno dopo giorno, se avete finalmente capito che vi hanno riempito la testa di menzogne sin dalla più tenera età, se avete realizzato che il mondo, così come è, è destinato ad un lungo e triste declino, se siete convinti che è giunta l'ora di girare radicalmente pagina , allora siete nel posto giusto.
Troverete documenti,scritti, filmati, foto e quant'altro possa sostenervi in questa santa lotta contro tutti e tutto. Avrete anche la possibilità di scrivere i Vostri commenti, le Vostre impressioni, le Vostre Paure e le Vostre speranze.

Svegliamoci dal torpore perché possa venire una nuova alba, una nuova era!


mercoledì 2 maggio 2012

1 MAGGIO: RIVOLUZIONARI COI SOLDI PUBBLICI

Anche per quest'anno il 1° maggio è venuto e se ne è andato, lasciandoci negli occhi e nelle orecchie gli echi dell'ormai consueto "concertone". Il tempo passa, ma nulla sembra davvero cambiare: c'erano i menestrelli di corte, la solita fiumana di gente, gli slogan antifascisti, l'abuso del termine "lavoratori", (come se tutti quelli non presenti al concerto fossero dei parassiti!), la benedizione dei sindacati e le solite bandiere rosse. Stavolta, forse, è cambiato il ritornello: Berlusconi non è più il nemico numero 1, rimpiazzato sulla gogna da Monti e dalla Fornero. Gira e rigira, certi signori ce l'hanno sempre col governo di turno, specie se di centro-destra o percepito come tale. Mai, però, che se la prendano con chi potrebbe fare qualcosa di concreto ma non fa nulla per becera convenienza politica. Il riferimento, ovviamente, è ai sindacati italiani, che dal secondo dopoguerra ad oggi hanno sempre e solo banchettato, (neanche troppo di nascosto!), al tavolo del "capitale" italiano, lasciando che le campagne si svuotassero e che l'industria congestionasse, fregandosene del privato e spendendosi oltre misura per un pubblico che porta voti, e tollerando che il lavoro fosse sempre meno, più precario e per pochi fortunati. Una circostanza che già mi fa davvero ridere come un matto!
Tuttavia, ciò che mi fa più scompisciare, (per non dire di peggio!), è che questi signori, questi rivoluzionari dagli alti ideali e dalla retorica facile, pretandano fior di quattrini pubblici per organizzare i loro eventi di spicco. Non è un mistero che ogni anno, a cominciare dal 1991, il Comune di Roma destina circa 240.000 € per permettere alla sinistra più estrema, ai centri sociali e ai sindacati di colore rosso sbiadito, di organizzare la festicciola primaverile. Cifra a cui vanno sommati gli emolumenti spettanti ai 1000 agenti di polizia per il servizio d'ordine, i quali solo quest'anno hanno arrestato 60 persone, (52 per spaccio), e denunciate altre 20. A me, francamente, pare un po' troppo comodo e anche molto ipocrita lanciare accuse al sistema, al "padrone", e poi accertarne, anzi pretenderne, i quattrini, manco fossero dovuti; mi sembra un bel controsenso lamentarsi per la carenza di risorse per  il lavoro e poi sperperare somme così elevate di soldi pubblici. Ma, forse, è ancora più assurdo che le entrate del concertone del 1 maggio non vengano corrisposte al Comune. Nossignore: i denari provenienti dagli sponsor e dai diritti TV versati dalla RAI, (altra azienda pubblica!), vanno dritti dritti nelle casse dei sindacati, alla faccia dei lavoratori e della collettività che -come detto poc'anzi- da un ventennio paga di tasca propria la gita fuori porta a questi signorini.

Mi domando e dico: non sarebbe ora di finirla con questa pagliacciata? Non sarebbe preferibile rinunciare a sperperare risorse pubbliche e finanziare il concerto autonomamente, se proprio si vuole continuare a scadere nel ridicolo? Non converrebbe, piuttosto, essere seri ed affrontare per davvero i problemi dei lavoratori, (di tutti i lavoratori), anziché bisbocciare a suon di canzoncine e spinelli? Evidentemente no: all'ideologia va sempre tributato il "giusto" riconoscimento, costi quel che costi. I soliti "kompagni": fuori dal mondo e fuori di testa. Ancora oggi. Contenti loro!

Roberto Marzola.

1 commento:

  1. purtroppo è un'analisi molto azzeccata.

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