BENVENUTI, CHIUNQUE VOI SIATE

Se siete fautori del "politcally correct", se siete convinti che il mondo è davvero quello che vi hanno raccontato, se pensate di avere tutta la verità in tasca, se siete soliti riempirvi la bocca di concetti e categorie "democraticizzanti", sappiate che questo non è luogo adatto a Voi.

Se, invece, siete giunti alla conclusione che questo mondo infame vi prende in giro giorno dopo giorno, se avete finalmente capito che vi hanno riempito la testa di menzogne sin dalla più tenera età, se avete realizzato che il mondo, così come è, è destinato ad un lungo e triste declino, se siete convinti che è giunta l'ora di girare radicalmente pagina , allora siete nel posto giusto.
Troverete documenti,scritti, filmati, foto e quant'altro possa sostenervi in questa santa lotta contro tutti e tutto. Avrete anche la possibilità di scrivere i Vostri commenti, le Vostre impressioni, le Vostre Paure e le Vostre speranze.

Svegliamoci dal torpore perché possa venire una nuova alba, una nuova era!


mercoledì 29 febbraio 2012

VAL DI SUSA: IL PREZZO DEL PROGRESSO O DELL'IDIOZIA?

Nelle ultime ore tutti abbiamo saputo chi è e cosa ha fatto Luca Abbà: trentasettenne, attivista "No Tav", piccolo coltivatore diretto. Ieri si è recato al cantiere di Chiomonte e, dopo aver eluso i presidi delle forze di polizia, è riuscito ad arrampicarsi su un traliccio dell'alta tensione. Giunto ormai alla sommità di questo, ha iniziato a descrivere il gesto ai suoi "kompagni" di Radio Indymedia, tutto rigorosamente in onda. Gongolava per aver fatto fessi gli sbirri e minacciava di attaccarsi ai cavi della corrente elettrica se questi avessero tentato di farlo scendere. Poi la telefonata si interrompe. I servi del sistema incalzano. E' il caos. Luca cade dal traliccio, schiantandosi al suolo. Lo portano all'ospedale, dove viene ricoverato d'urgenza per le sue gravi condizioni. I medici decidono di metterlo in coma farmacologico.
Ora tutti parlano di lui. In tanti, troppi, speculano sulla sua disgrazia. La FIOM chiede la sospensione dei lavori per "ragioni umanitarie". Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, tuona contro le forze dell'ordine, ritenendole responsabili di quanto accaduto. Da Indymedia, praticamente, si  lanciano vere e proprie dichiarazioni di guerra: "Avete cercato il morto, per l'ennesima volta. La pace è finita. Ora, alla prima occasione, vi ammazziamo noi, porci servi , fascisti e padroni mafiosi. A morte VOI !!!!!" (fonte).

Una situazione tragica e molto pericolosa, che riporta la mente ad altri tempi, quando i tafferugli tra attivisti e polizia erano all'ordine del giorno; così come era all'ordine del giorno, purtroppo, il sangue per le strade. Anche il linguaggio e la mentalità sembrano gli stessi di allora: "sbirri", "fascisti", "padroni", "contestazione", "manifestazione"... Parole vecchie, idee impolverate ed ammuffite che cercano di ostacolare il finto progresso materiale, che scava le montagne, espropria le terre e annienta il verde in nome della modernità. Un proposito, quello di salvaguardare l'integrità dell'ambiente montano e rurale, che è sicuramente condivisibile. Potremmo considerarlo,addirittura, come un vero e proprio ideale per cui è giusto, anzi, sacrosanto combattere. Solo non in questa maniera. Non con quelle categorie vecchie di pensiero, letteralmente spazzate via dal confronto con la realtà, che ha messo in evidenza, (ed in ridicolo!), la loro inconsistenza ideologica e la loro inattuabilità pratica. Bisogna cambiare, voltare pagina, accendere il cervello. Dovremmo capire che il nemico, quello vero, non è il singolo cantiere o la singola opera pubblica: questi sono solo gli effetti visibili, tangibili del male; il nemico, dicevo, è ben altro e si chiama "massone", "banchiere", "governo tecnico", "lobby finanziaria", "Unione Europea", "Banca Centrale Europea", "Fondo Monetario Internazionale" e via discorrendo. Un nemico subdolo e letale, che difficilmente si manifesta; un nemico che non si combatte con gesti tanto scriteriati quanto tragici, ma con la crescita culturale e spirituale. La vittoria in questa decisiva battaglia, infatti, passa per l'informazione; si basa sulla capacità di pochi cervelli, non ancora corrotti dalla disinformazione di massa, di riuscire a far capire all'opinione pubblica che si sta realizzando un piano di stravolgimento del mondo così lo conosciamo, orchestrato da pochi ai danni di tanti. Un mondo in cui non ci saranno più spazi per le vette immacolate, per i prati verdeggianti, per le mucche al pascolo, per il suono metallico di quel vecchio artigiano che ancora si ostina ad agitare il martello contro l'incudine o a muovere la sega sull'asse di legno. Immagini, suoni, culture e tradizioni d'altri tempi che, di questo passo, dovranno abbandonare il campo per far posto ai binari dell'alta velocità e a chissà quale altra diavoleria. Occorre far presto, dunque, e cominciare a combattere questa battaglia con testa e cuore, possibilmente senza più stupide divisioni tra rossi e neri, senza rimasugli ideologici, senza commettere gli stessi errori di 30-40 anni fa, a cominciare dalla guerra civile, che sarebbe una vera e propria manna per il nemico di cui sopra. Roba che appartiene al passato; qui, invece, dobbiamo pensare al presente e, soprattutto, al futuro. Un futuro che deve essere necessariamente nelle nostre mani.

Roberto Marzola.

6 commenti:

  1. Bell'articolo. L'opposizione al progetto Tav è sacrosanta, ma l'utilizzo, da parte di taluni contestatori, di un certo frasario "settantiano" appare del tutto incongruo. Marzola dice bene: il vero nemico è la Cupola affaristica che detiene il potere reale (quello economico). Il nemico è la Plutocrazia. Riproporre categorie obsolete (rossi vs neri) è non solo insensato ma del tutto controproducente.

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    1. nON HO SCRITTO IO QUESTO post e non sono affatto d'accordo con i notav.....CHI SI FIRMA CON IL MIO NOME?

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    2. Un conto è l'acritica idolatrìa del progresso fine a se stesso (errore per eccesso) ma peggio ancora è il pauperismo della decrescita e della tecnofobìa. Nel medioevo vi furono numerose innovazioni scientifiche e i Borboni costruirono la prima ferrovia d'Italia a Napoli, oltre ai ponti di legno che collegavano le isole Tremiti....per non parlere delle opere monumentali Fascismo. Voglio un Paese in cui il progresso sia limitato UNICAMENTE da questioni ETICHE NON NEGOZIABILI. Come sono andati a manifestare? Hanno usato automobili, treni oppure i cavalli?....magari il nonno di Abbà si sarebbe arrampicato su una torre per impedire la costruzione dei tralicci elettrici, il padre avrà occupato i cantieri dell'autostrada del sole....e il nipote di Abbà prenderà la TAV per andare a manifestare contro qualcosa di altro ancora....non ci trovo nulla di eroico ma spero vivamente che possa riprendersi dall'incidente.

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    3. Credo di poter dire che si tratti di un caso di omonimia! Anche su Facebook ho l'amicizia di due diversi Pietro Ferrari.

      A parte questo, sono d'accordo con te: la società deve volgere al progresso. Solo che c'è progresso e progresso: progresso materiale e spirituale. Aggiungo anche che bisognerebbe chiamare le cose col loro nome: c'è il progresso vero, inteso come processo di miglioramento e sviluppo, (vedi i farmaci che curano malattie fino a ieri incurabili, i motori che consumano e inquinano sempre meno ecc.), e la speculazione in tutta le sue forme, spacciata indebitamente per progresso. Direi che è bene fare attenzione. Sbaglio?

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    4. Pietro Ferrari1 marzo 2012 16:34

      esatto

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  2. http://video.repubblica.it/dossier/battaglia-no-tav/preso-il-notav-che-ha-offeso-il-carabiniere/89287/87680

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